martedì 5 luglio 2011

Paul Cezanne: un capolavoro ritrovato !

Aver usato il verbo "ritrovato" é stata una scelta obbligata per Joackinder, cacciatore di tesori d'arte.

In verità il dipinto é stato semplicemente trovato in un negozio di piccolo antiquariato di Torino, oltre dieci anni fa, senza poter immaginare chi fosse lo sconosciuto suo autore.

Solo dopo lunghi studi é stato possibile ipotizzare che il suo più probabile autore potesse essere Paul Cézanne, quindi "ritrovare" per la seconda volta non più un semplice dipinto ma un suo grande "capolavoro"!


Paul Cézanne: "Forte Mario", olio su tavoletta di legno, cm.54x42
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Restauro a cura di
 Valentina Barbareschi

Il dipinto si presenta come un paesaggio in cui in primo piano vi é, vista di schiena, una donna parzialmente coperta da un cespuglio di rose che ci ricorda il suo nome: Marie Rose.
I suoi lunghi capelli neri sono raccolti in una grossa treccia. Essa é appoggiata ad un albero colpito da un fulmine, a significare che il suo amore ardente é oramai bruciato del tutto a causa di un avvenimento illustrato dal dipinto stesso. Sul mare una barca a vela si sta allontanando vero il largo, portando con sé l'uomo amato dalla donna, un certo Valabregue, emigrante verso l'America dove lascerà al Museo di St. Louis il ritratto della donna di cui s'era perdutamente ma impossibilmente innamorato: Marie Rose Cézanne, la sorella del pittore Paul Cézanne !

Marie Rose, sorella di Paul Cezanne

Sullo sfondo del dipinto si osserva un promontorio sul quale non c'é una villa signorile ma vi sono alcune "case matte", cioé un forte militare d'avvistamento. Il suo nome, prima del restauro, era scritto al margine b/dx del dipinto in colore rosso: "Forte Mario", un nome che depistò la mercante d'arte venditrice del quadro, la quale invano cercò su un grande annuario dei grandi pittori dell'800 il nome di Mario Forte. Nessun artista aveva quel nome, per cui l'opera venne acquistata da Joackinder ad un prezzo davvero conveniente (tutto é relativo).

Esaminando l'opera con una forte lente, Joackinder individuò nel promontorio una grotta, sopra la quale vi era una immagine dipinta non a caso, in modo che potesse essere indagata anche con l'osservazione canulare (attraverso ad un tubo senza lente). L'osservazione canulare consente di spostare artificialmente il fuoco ottico in modo da percepire immagini altrimenti non identificabili. Con questo metodo apparve a Joackinder il volto di un artista a lui famigliare: Paul Cézanne ! 

Volti nascosti

Indagando ricorrendo nuovamente alla lente, l'immagine si trasforma in due elementi distinti: una serpe ed un orso d'argento. Non essendo l'orso d'argento un animale prettamente marino o mediterraneo, il riferimento congruo - secondo Joackinder - avrebbe voluto indicare due emblemi nobiliari che avrebbero meglio potuto ornare, se non un forte militare, una residenza avente attinenza con la vita dell'artista. Ed infatti, serpe ed orso bianco se non costituissero l'emblema nobiliare che ornava la porta d'ingresso delle camera da letto al primo piano della residenza nota come "Jas de Bouffan" che suo padre Louis Auguste Cezanne aveva acquistato, da un nobile decaduto, dopo essersi arricchito prima come fabbricante di cappelli e poi fondando con un socio la banca "Cézanne & Cabosol", avrebbero potuto ben essere lo stemma del "Forte Mario", dove l'orso rappresenta la forza e la serpe la prudenza negli stemmi dei reggimenti.


Per maggiori informazioni  sulla residenza "Jas de Bouffan", vedasi: <http://www.cezanne-en-provence.com/page/en/9.xhtml>




Quale altra prova più convincente poteva essere lasciata in questo quadro per riconoscere l'artista che ne fu l'autore?

Nelle rocce sul bordo inferiore destro della tavola, vi é dipinto come emergente da disteso per terra il volto barbuto di Paul Cézanne. Sulla roccia più grande, vi é microscritto in colore nero il nome "Loescher" di un noto editore torinese, probabilmente il committente del dipinto.

Nella letteratura d'arte si afferma che Paul Cézanne non si fosse mai allontanato da Aix-en-provence se non per un viaggio compiuto in Svizzera, tuttavia é stata pubblicata una immagine che proverebbe che Cézanne venne fotografato in un ristorante di Firenze in compagnia del suo mecenate italiano Fabbri.

Se ne deduce che Cézanne possa essersi imbarcato a Marsiglia alla volta di Genova-Livorno, e pertanto vide sul promontorio che si trova nei pressi di Livorno il "Forte Mario" da dove Guglielmo Marconi sperimentò con la marina italiana il primo tentativo di invio di segnali radio.

Ad ogni buon conto, il soggetto potrebbe essere stato tratto dall'ultima cartolina spedita da Valabregue prima di imbarcarsi a Livorno per l'America.

Si esamini inoltre la caratteristica costruttiva di questa pittura, dove appaiono grandi gli elementi lontani e più piccoli quelli vicini, una inversione della prospettiva cara a Cézanne, esperimenti già praticati in altri suoi importanti dipinti.

Ecco quindi svelato il significato di questo "capolavoro" di Paul Cézanne, uno struggente messaggio d'amore rivolto dalla sorella del pittore, Marie Rose, al suo amore Valabregue, emigrato per necessità di lavoro in America.


NOTA:

La stima di valore di quest'opera: 
terrà in considerazione che non si tratta di giocatori di carte
ma della sorella innamorata di Paul Cezanne.

Provenienza:
proprietà legittima accertata proveniente da Collezione Privata


Classificazione dell'opera:
Opera classificata dal Ministero Italiano dei Beni Culturali
licenza all'esportazione già concessa, ripetibile dall'acquirente. 

Condizione di vendita:
Un esperto d'arte iscritto ad un Tribunale come Perito del Giudce  rilascerà il proprio parere di autenticità dell'opera
 a Paul Cezanne,
con una perizia sul valore dell'opera.
Pagamento anche mediante forme alternative da valutarsi,
di baratto mobiliare o immobiliare.

Per informazioni:
<studiofrancomorello@gmail.com>
Dottore Commercialista
Perito tecnico del Tribunale
Associato a International Firm Arthur Andersen


 Umberto Joackim Barbera 
collezionista e indagatore,



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A T T E N Z I O N E !

Questa ricerca di Joackinder é un esempio di creazione artistica del tutto nuova che ha come fine quello di disorientare il critico d'arte avvezzo ad un approccio metodologico ben diverso, basato non come l'ideazione di Joackinder, creativa ed intuitiva, bensì sull'analisi mnemonica di ciò che il critico abbia davvero studiato, compreso e correlato.

Non vi può essere dialogo costruttivo tra le due metodologie se non vi sia alla fine una comune autenticazione dell'opera.

E' chiaro a tutti che qualora il critico d'arte assuma una opinione diversa, non provata da alcun riscontro, Egli giochi a non riconoscere l'autenticità del dipinto.

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